sono Francesca

Accompagno le persone nei loro momenti di transizione. 

Un viaggio che parte dal chi sei ora verso il chi vuoi diventare, costruendo la strada pezzo per pezzo.

Se sei stanca dei tuoi automatismi, di come ti muovi nella tua quotidianità e di quello che riesci a far succedere, benvenuta, ti stavo aspettando.




Credo nella sperimentazione, nel potere dell’errore. Abitare, con il
sorriso, quel momento sospeso in cui ti senti – non capace – di fare
qualcosa. Si allargano le possibilità che abbiamo davanti.
Cosa farei diverso, se non avessi paura di sbagliare?


Credo nel sorvolare, sorvolare quello su cui non abbiamo controllo e che non dipende da noi. È una scelta di amore verso se stessi e di potere.
Quali cose sono in mio potere?


Credo nell’importanza del ritmo, di un pensiero, di una piccola
azione, senza giudizio, ma con amore, costanza e morbidezza.
Quale gesto posso fare oggi per mantenere la promessa con me stessa?


Credo nell’importanza di un ambiente interiore confortevole, dove possiamo riposare, parlarci con gentilezza e accoglienza, dove ritrovare energia e far crescere la nostra visione.
Come posso rendere più confortevole la stanza?


Credo nel movimento dello sguardo, avanti, verso la visione che ho
scelto, ma anche verso terra, nel passo di ogni giorno.
Cosa posso fare oggi per avvicinarmi alla mia visione?

il mio approccio

Il tuo spazio interiore è importante.
Da qui nascono movimenti, azioni, scelte, la cui direzione definisce chi sei.

Nei miei percorsi partiamo da un tuo obiettivo.
Qualsiasi esso sia,
purché sia importante per te.
Lavoriamo sui risultati ma soprattutto sul percorso, su chi diventi mentre cammini.

Non ti dico cosa fare, ti aiuto a capire cosa vuoi davvero fare, e come vuoi farlo.

Non ci sono devo, ma impari
a fare pace con i tuoi voglio.

Impari a dare spazio ai tuoi desideri più profondi, facendo scelte allineate a chi sei, non a chi pensi di dover essere.

Gli strumenti giusti possono fare la differenza:
insieme scopriremo quali sono i tuoi.

Scopri cosa possiamo fare insieme
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La mia storia

Dall’architettura ho imparato la concretezza, la progettazione, il rapporto con lo spazio.
Arredare significa “prendersi cura”

Dal coaching ho imparato che non abbiamo bisogno di consigli ma di qualcuno che crei per noi uno spazio solido, che sappia contenere e sostenere, mentre noi troviamo la strada e gli strumenti giusti per noi.

Dall’essere mamma ho imparato il valore del divertimento e il potere dell’errore.
Ogni errore è sempre un passo avanti.

“Dimmi, cosa vuoi fare con la tua immensa e incredibile vita?”

Oggi, a questa domanda sorrido,
ma non è sempre stato così.


Sono stata una bambina ribelle, sognatrice,
disordinata e un po impacciata.
Mi piaceva osservare, immaginare, costruire spazi da abitare per me e per gli altri. Case fatte di legno, terra e molta fantasia.


Per anni questo è stato davvero il mio lavoro:
ho fatto l’architetta per dieci anni.
Ho studiato, viaggiato, vissuto all’estero, progettato spazi in cui le persone potessero sentirsi a casa.


Fuori tutto sembrava a posto, ma con il passare del tempo qualcosa dentro ha cominciato a scricchiolare.
Ho provato a resistere.


Finché la nascita di mio figlio ha fatto saltare tutto.
Avevo un bisogno profondo di spazio, di ritrovarmi.

Un tempo sospeso, difficile, ma necessario.
Ho imparato ad ascoltare il silenzio, a stare nel vuoto, a lasciar emergere ciò che chiedeva voce.

La radice del mio lavoro è sempre stato lo spazio, ma sentivo che dovevo cambiare prospettiva e guardarlo da dentro.
Oggi accompagno le persone nei loro percorsi di cambiamento, a ritrovare chiarezza, direzione e presenza, per costruire, dentro e fuori, un luogo che sentano davvero proprio.

Coaching e Architettura
Spazio e Progetto

Ho cambiato rotta
e non è stato facile.

È stato un lungo viaggio,
prima dentro di me, poi fuori.

Ho lavorato sulla percezione che avevo di me e di quello che consideravo giusto e accettabile.
Ho lasciato un lavoro, una definizione, un’identità.

So cosa significa abitare certe sensazioni.

So che è scomodo e sfidante,
ma….

è la via per andare oltre.
Non avanti, oltre.
Verso noi stessi.
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